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Samarcanda

Samarcanda è la nuova Collezione di Pixie group che sussurra al cuore favole da “Mille e una notte”.

Samarcanda, …perché?

Perché Samarcanda profuma di spezie, di magia, di notti stellate e storia, di sabbia e riflessi dorati; storico crocevia della Via della Seta e collante tra Oriente e Occidente, da millenni è motivo di ispirazione per poeti, scrittori, musicisti e artisti.

La sua fama ha girato il mondo e tuttora è un importante centro nel cuore dell’Asia centrale. Testimone viva del trascorrere della storia e dei popoli, si presenta nel suo contrasto armonico in cui la moderna città, dai grandi alveari russi, incontra il medioevo nei mosaici colorati e nei minuziosi bassorilievi dei tre Madrasa del Registan.

Nella Collezione Samarcanda ritroviamo la magia della città, la sua vivacità, il suo splendore e l’esplosione della sua incontrollabile energia che pulsa nelle vene del centro storico.

Samarcanda è un viaggio dove l’asse del tempo ci riporta a un passato mai dimenticato, vivo nei suoi profumi, nel via vai della gente che chiassosa, riempie gli allegri bazar e gli intricati reticoli delle strade.

Samarcanda è un incanto, la Collezione evoca il fascino della città, una città che lascia il segno.

Le 13 diverse proposte grafiche che caratterizzano la Collezione Samarcanda sono un omaggio ad una delle più antiche città del mondo, ai suoi monumenti, che con emozionante bellezza, incarnano ed enfatizzano la vibrante anima della tradizione Tagiki.

Samarcanda è una poesia i cui versi sono impressi nelle grafiche della Collezione, memoria di antiche sete in viaggio su lunghe carovane di cammelli e commercianti attraverso i secoli, accompagnate da profumi intensi di spezie.

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                                                       Designer: Grazia Penazzi 

SAMAR

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Samar racconta in una sola parola un’intera cultura.

“Samar è una delle molte parole arabe cariche di sensualità: significa semplicemente parlare nella notte. Parlare dolcemente nella notte può aprire la via a sensazioni incredibili per entrambi i partners. Il samar raggiunge la perfezione nelle notti di luna: ‘l’ombra della luna’ (dhill-al-qamar) è un altro significato di samar. Nell’ombra della luna, gli amanti si dissolvono nella loro origine cosmica e diventano parte dello splendore celeste. Nell’ombra della luna, il dialogo tra uomo e donna, difficile come può sembrare in pieno giorno, diventa possibile. La fiducia tra i sessi ha più di una chance di fiorire quando l’ordine diurno, teso al conflitto, si attenua. Questa è la speranza che i seguaci del samar sembrano coltivare”.

(Cit. da “L’Harem e L’Occidente” di Fatima Mernissi).

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DUNE

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Sabbia, vento, carovane di nomadi, atmosfere profumate d’incensi, speziate e riarse dal sole o inargentate dalla luna  nelle notti d’Oriente, ci riportano la sensualità delle Dune nel deserto.

Minuscoli granelli di sabbia trasportati dal vento, polvere del proprio viaggio che accompagna l’errante nel suo incessante cammino nell’esistenza.

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MADRASA

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madrasa  ‹màdrasa› derivazione di darasa «studiare», è il nome dato nei paesi musulmani alla scuola e con significato più ristretto agli istituti di istruzione media e superiore per le scienze giuridico-religiose islamiche, che hanno sede in appositi edifici dove gli studenti vengono anche alloggiati; tali edifici sono costituiti da un cortile aperto con due o quattro atrî (chiamati īwān o līwān), fra i quali sono costruite delle celle d’abitazione; quando non era unita alla moschea, la “madrasa” aveva quasi sempre un proprio minareto, che fiancheggiava un portale molto elaborato. La madrāsa più antica è la Nizamiyya, fondata a Baghdad nel 1067 dal ministro selgiuchide Nizam al-Mulk, per diffondere l'insegnamento dei quattro riti sunniti (ortodossi). La tipologia planimetrica, ripresa forse da quella della casa del Khorassan, passò poi a caratterizzare anche la pianta della moschea iranica. In tempi più recenti la madrāsa s'è andata modernizzando dandosi strutture e ordinamenti di tipo universitario come nel caso di quella celebre di al-Azhar al Cairo.

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JASMINE

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Jasmine (in arabo: الأميرة ياسمين‎) è basata sul personaggio di Badr al-budūr ("luna piena delle lune piene",  o Lunalba in alcune traduzioni italiane) della novella originale di “ Aladino e la lampada meravigliosa”. Figlia del sultano, è dotata di grande bellezza e intelligenza. Dai lunghissimi capelli corvini e dagli enormi occhi castani, si innamora e andrà in sposa al protagonista della storia Aladdin, nonostante l'opposizione di Jafar e l'iniziale contrarietà del padre.


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JINN

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Se gli angeli nascono dalla luce e gli uomini dalla terra, i Jinn (geni) dalla parte più pura del fuoco, ovvero dalla lingua di energia che non emette fumo situata sull’estremità della fiamma. La figura del Jinn, più spesso sotto il nome di "genio", è stata ripresa diverse volte nell'ambito del cinema e della televisione, così come nelle opere letterarie.

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RAHAMAT

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Rahmat ha diversi significati e in generale indica il ringraziamento. In particolare, nella cultura araba, è il ringraziamento a Dio.

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ICHON - QALA

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Ichon-Qala, la città vecchia di Khiva

Ichon-Qala, è la parte più antica della città vecchia di Khiva. Interamente avvolta da imponenti mura color sabbia, è una sorta di museo a cielo aperto: una volta entrati da una qualunque delle quattro porte ai punti cardinali, si può passeggiare in assoluta tranquillità tra un dedalo di viuzze  alla ricerca di moschee, minareti e imponenti portali, ingresso di musei, fortezze e medresse. La strada principale, la Pahlavon Mahmud, unisce la porta occidentale con quella orientale, lunga appena qualche centinaio di metri ma ai lati della quale si trovano alcuni dei monumenti più interessanti tra i quali spiccano la Kuhna Ark, fortezza e antica residenza dei sovrani di Khiva, costruita nel XII secolo e quindi ampliata nel corso del XVII secolo, la Moschea Juma, all’interno della quale si possono ammirare le oltre 200 colonne di legno che sostengono il tetto, la Medressa e il Minareto di Islom-Hoja (57 metri, il più alto di tutto l’Uzbekistan), monumenti di arte islamica molto recenti, costruiti nel 1910 e le mura, tra cui svetta la Torre di Guardia del Khuna Ark.

Secondo il mito, sarebbe stato Sem, figlio di Noè, a fondare la città.

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SHERAZADE

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Sherazade, dal persiano: "bella figlia della luna", titolo nobiliare della principessa ereditaria; 

in letteratura persiana: protagonista-narratrice del novelliere arabo "Le mille e una notte" Shèhèrazade.

Grazie alla sua prodigiosa capacità inventiva e alle sue raffinate arti affabulatorie, Sherazade salva la testa dalla scimitarra del boia, trovando il modo, ogni notte, di affascinare il suo sposo e signore, il re Sahrigar, con le proprie storie interrompendone il racconto all’alba proprio sul più bello. Per mille e una notte riesce a rinviare l’esecuzione fino a che, dopo quasi tre anni, il  monarca sassanide le concede salva la vita e per la coppia ha inizio una vera luna di miele. Per Sherazade raccontare storie che catturino l’attenzione del re è questione di vita o di morte. Se Sahrigar mostrerà scarso interesse o noia per le sue favole lei sarà consegnata al boia alle prime luci del giorno. Questo pericolo mortale ne aguzza la fantasia e ne perfeziona il metodo portandola, inconsciamente, a scoprire che tutte le storie, in fondo, sono una storia unica e che il mondo della fantasia è, come il mondo reale, uno, diverso e infrangibile. Al barbaro che ascolta Sherazade e si lascia condurre dalla sua bravura dentro i labirinti di una esistenza di fantasia in cui resterà imprigionato e felice per mille e una notte, quella serie di racconti insegnerà che, nella violenta realtà di massacri, partite di caccia e conquiste vissute sino a quel momento, può nascere una realtà nuova, fatta di immaginazione e di parole, impalpabile e sottile ma seducente come una notte di luna piena nel deserto o una musica meravigliosa. Quando il re Sahrigar perdona la sua sposa - anzi, le chiede perdono e si pente dei propri delitti - è un essere che le favole hanno fatto diventare civile, sensibile, sognatore. Sherazade riesce a compiere un vero miracolo.

Non esiste nella storia della letteratura una parabola più semplice e illuminante di quella di Sherazade e Sahrigar per spiegare l’importanza della fantasia nella vita degli esseri umani e il modo in cui essa abbia contribuito a riscattarli dai bui inizi della loro storia.

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VIA REALE DI PERSIA

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Quello che si sa sul tragitto della Via Reale di Persia è stato ricostruito soprattutto grazie agli scritti di Erodoto.
Siccome la Via non segue né il percorso più breve, né il percorso più facile per raggiungere i grandi centri dell'impero persiano, si pensa che in realtà alcuni tratti, in particolare quelli più occidentali, siano stati costruiti dagli assiri. Ai tempi di Dario I di Persia invece risalgono le modifiche e il miglioramento delle strade, che le hanno conferito l'aspetto che conosciamo oggi.
Racconta Erodoto, che la via reale la percorse tutta, che i corrieri persiani, a cavallo e con il metodo della staffetta, data l’ottima qualità della strada, riuscivano a compiere tutto il tragitto in nove giorni, riportando al re persiano importanti dispacci o ambascerie. Accadeva anche che, il messaggio, nelle zone montuose attraversate dalla strada, venisse gridato di staffetta in staffetta, accelerando i tempi di consegna. I tratti più orientali, quelli che attraversano il nord dell'Iran, si ricollegano alla celeberrima Via della Seta.

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AMU DARYA

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L' Amu Darya  è il fiume più lungo dell'Asia centrale. Si dice che il nome Amu provenga dalla città medievale di Āmul , (ora conosciuta come Türkmenabat ), nel Turkmenistan moderno, con Darya che è la parola persiana per "fiume". Fonti medievali arabe e islamiche chiamano il fiume Jayhoun che deriva da Gihon , il nome biblico di uno dei quattro fiumi del Giardino dell'Eden . Il fiume Amu Darya attraversa uno dei deserti più alti del mondo.

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FIRMAMENTO

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Il cielo della città di Samarcanda è più blu: pare sia merito dell’inclinazione dei raggi solari sempre pronti a baciare questo magico angolo dell’Asia. La volta è turchese e luminosa come la stupefacente cupola che sovrasta il mausoleo che ospita i resti del condottiero Tamerlano, considerato uno dei più celebri conquistatori e strateghi della storia che, in 35 anni di governo, portò a compimento centinaia di lavori affinchè Samarcanda potesse divenire una delle città più belle e importanti del mondo.

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FORTEZZA DI PIETRA

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In lingua sogdiana (idioma iranico che era parlato in Sogdiana, posta tra i territori dei moderni Uzbekistan e Tagikistan), Samarcanda (Samarkand), si traduce con “"fortezza di pietra" (samar = pietra/roccia e kand = fortezza). Il motivo decorativo che caratterizza la collezione FORTEZZA DI PIETRA, è un particolare del palazzo Ak Saray (o Aq Saray, letteralmente il palazzo bianco; Oqsaroy in usbeco), che è stato realizzato all'inizio del periodo timuride, tra il 1380 e il 1396 e il 1404, sotto il regno di Tamerlano. Il contrasto di oro, soffitti intagliati, motivi eleganti, delizie architettoniche, che è presente nell'arredamento dei locali, è una reincarnazione davvero sorprendente del mausoleo. La struttura a cupola singola, anonima dall'esterno, all'interno è un capolavoro di arredamento orientale. La cripta in marmo è collegata all'ambiente principale, sotto la cupola, da un lungo corridoio concepito come una scala. Le pareti sono impreziosite da un mosaico di smalto brillante e gli ornamenti sulle pareti si intersecano tra loro, rappresentando una tela infinita.

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GRAN BAZAR

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“bazar” è un termine persiano, non arabo, e la sua diffusione dall'Atlantico all'India ci fa intendere di che prestigio i mercati persiani abbiano goduto. Le carovane di mercanti provenienti dal deserto del Taklamakan e dall’India, dal nord Africa e dai porti di Genova e Venezia, facevano tappa nei bazar di Samarcanda per acquistare sete e cannella, chiodi di garofano e altre spezie preziose. Oggi il Chorsu Bazaar è un immenso mercato. Qui anche il cibo diventa esperienza: si può assaggiare il Plov (un piatto a base di carne e riso, usuale come da noi un piatto di pasta) e i gustosi  «Shashlyk», spiedini alla griglia, e poi c’è il The, di un delizioso giallo intenso con il limone.

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